Cose che non sai sui codici a barre

Cose che non sai sui codici a barre

Joseph Woodland nel 1973 ebbe un’idea geniale, creare un sistema semplice e pratico, per attribuire delle determinate informazioni ad un determinato prodotto.

I codici a barre presentano come qualsivoglia invenzione, delle curiosità alle spalle:

  • Nei codici a barre non sono presenti solo linee, ma anche numeri: le prime tre cifre indicano il paese di provenienza, le successive indicano il produttore e la tipologia del prodotto. Alla fine della sequenza è presente il check digit, codice di controllo, che permette di verificare allo scanner se ha fatto bene la scansione;
  • I primi usavano dei cerchi concentrici e non delle barre;
  • Esistono circa 300 varianti, dato che sono stati sviluppati diversi simboli per specifiche applicazioni;
  • QR, è l’evoluzione del codice a barre, permette l’inserimento di informazioni in orizzontale, ma anche in verticale. Presenta molte più informazioni;
  • Anche se può sembrare strano, tra le varie informazioni non c’è il prezzo, questo perché ad ogni modifica del prezzo, bisognerebbe aggiornare la sequenza. Il sistema, nel suo insieme, permette la lettura del prezzo, attraverso l’utilizzo di appositi database che associano ad ogni prodotto il costo.

Leggi anche:

Come funzionano i CD?

Impronte digitali, tutto quello che c’è da sapere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *