Informazioni tattili attraverso uno schermo

Immagina di dovere comprare un cocco oppure un melone, come fai a decidere quale scegliere? Attraverso il senso del tatto è possibile comprendere se questo è maturo oppure no. Le informazioni tattili sono le informazioni che più consideriamo erroneamente banali, ma decisamente tra le più importanti.

Nell’era in cui la maggior parte degli acquisti si trasferisce sull’e-commerce, la qualità dei prodotti viene spesso dimenticata. Facciamo affidamento all’aspetto e non alla sensazione che il tatto ci restituisce. Immagina se però questo potrebbe essere risolto, immagina uno schermo del telefono che possa conferire la sensazione di contatto con il prodotto.

Ebbene sì, qualcuno si è posto questa domanda e sta lavorando per la realizzazione di questo progetto.

“Ogni volta che tocchiamo qualcosa, la nostra esperienza percettiva è il risultato dell’attività di migliaia di fibre nervose e milioni di neuroni nel cervello” ci spiega il neuroscienziato Sliman Bensmaia dell’Università di Chicago.

Lo studio non si limita allo sviluppare uno schermo che possa in qualche modo trasferire certe informazioni tattili, ma si sta studiando anche come la nostra pelle interagisce neuroscientificamente con gli oggetti.

Vi sembra futuristico o irrealizzabile? Vi ricordo che una volta era impensabile l’idea di potere inviare messaggi istantanei ad una persona dall’altro capo del mondo con applicazioni come Telegram o WhatsApp semplicemente attraverso un dispositivo con una certa autonomia, tascabile e di poco peso.

Qual è l’idea alla base di questa nuova futuristica tecnologia in fase di sviluppo? “Ogni volta che interagisci con un oggetto, la tua pelle lo deforma o comprime leggermente.” . La chiave è proprio in questo, comprendere meglio i processi vibrazionali dovuti dalle interazioni con i corpi ed imparare ed analizzare le diverse percezioni che si hanno con i materiali.

Una tipologia di recettori è particolarmente importante e atta nello svolgere queste azioni. Il corpuscolo di Pacini (Pacinian corpuscles) è situato in profondità nella pelle. Questi recettori rispondono particolarmente bene alle stimolazioni vibrazionali e trasmettono al nostro cervello tutte le informazioni ricavate che, sommate alle altre, producono la percezione sensoriale. Esistono altri recettori che rispondono a tali stimolazioni meccaniche, citiamo: corpuscolo di Meissner, celle di Merkel, terminazioni di Ruffini e corpuscolo di Pacini.

Quello che più affascina è che esistono diversi metodi, ben diversi gli uni dagli altri, per potere creare sensazioni tattili virtuali. Altro esempio tiene conto dell’utilizzo consapevole delle cariche elettriche, creando così effetti di elettroadesione (l’elettroadesione sfrutta i campi elettrostatici per sviluppare una forza di tipo attrattivo).

Detto questo, è interessante pensare a come queste tecnologie possano essere sviluppate, ma non voglio entrare troppo nei dettagli della spiegazione, anche perché questi studi sono ancora agli inizi della loro progettazione.

Qualora qualcuno fosse interessato, lascio di seguito l’articolo di riferimento da cui ho estratto le informazioni: https://www.sciencenews.org/article/touch-sense-tech-haptics-prosthetics-digital


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