SunBOT è il primo materiale artificiale fototropico

SunBOT è il primo materiale artificiale fototropico

Pensando ad un girasole la prima cosa che ci viene in mente è il suo essere fototropico, ovvero la capacità di orientarsi in direzione dei raggi solari. Quello dei girasoli viene definito fototropismo positivo (negativo lo si definisce quando l’orientamento avviene nel verso opposto). Questa aspetto di alcuni organismi vegetali avviene mediante accrescimento per distensione cellulare (singola cellula che aumenta il suo volume per accumulo di sostanze nutritive), ad uno stimolo di luce indirizzata.

Come per le piante anche i pannelli solari per funzionare al meglio devono essere orientati verso i raggi del Sole. Questo, però, non è ovviamente possibile causa continuo spostamento del Sole. Per tale motivo, un gruppo di scienziati dei materiali (Ximin He dell’Università della California di Los Angeles e alcuni suoi colleghi) hanno sviluppato un materiale che è in grado di catturare fino al 90% della luce disponibile, persino quando la luce arriva da un angolo obliquo.

Quello che rende possibile il movimento auto-controllato del dispositivo, con un gambo di circa 1mm, è la combinazione di un nanomateriale e di un polimero. Il nanomateriale assorbe la luce e la converte in calore, mentre il polimero si restringe in risposta alla variazione di temperatura.

Quando He e i suoi colleghi indirizzarono un fascio di luce su uno di questi steli artificiali, il lato illuminato si riscaldava e si contraeva. Motivo per cui la parte superiore si è piegata verso la luce. La parte inferiore dello stelo, appena ombreggiata, si è poi raffreddata, fermando il movimento del SunBOT in una posizione orientata al meglio per assorbire la luce. Il processo si ripete quando cambia l’angolo del fascio di luce.


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